venerdì 6 marzo 2026

L'alba sulla mietitura di Suzanne Collins

Titolo: L'alba sulla mietitura 
Autore: Suzanne Collins 
Editore Mondadori 
Pagine 
Sinossi


Recensione 
La storia di Haymitch ci era stata già raccontata a grandi linee nella serie originale ma in questo libro ci viene mostrata in maniera dettagliata. Di sicuro non era un libro di cui avessimo la necessità e non è neanche un capolavoro, avevo altissime aspettative e non sono rimasta del tutto soddisfatta ma nel complesso sono contenta di averlo potuto leggere. Hunger Games è una delle mie serie preferite, amo tantissimo Katniss e il suo rapporto con Haymitch per cui quando questo libro è uscito ero davvero felice. L' Haymitch di cui facciamo la conoscenza è un ragazzo di soli diciassette anni , ha una mamma e un fratellino che adora e una ragazza che ama, Lenore Dove, una giovane Covey.  È l'anno dei cinquatesimi Hunger Games, la seconda edizione della memoria e Capitolo city ha stabilito che ci saranno il doppio dei tributi. Haymitch fin da subito si distingue per il suo carattere ribelle attirando su di sé lo sguardo del presidente Snow. Vediamo Coriolanus Snow all'apice del suo potere e della sua crudeltà. Anche in questo caso saprà essere un cattivo per eccellenza. Fin da subito sappiamo come andranno a finire le cose dato che molti degli avvenimenti più importanti ci erano già stati raccontati nella trilogia ma è stato comunque bello seguire i suoi passi e rivedere personaggi noti e a cui ci eravamo affezionati. La Collins in questo è davvero bravissima, riesce a caratterizzare i personaggi, anche quelli secondari, così tanto che ti sembrano veri e vivi. Impossibile non piangere o almeno commuoversi dopo alcuni incontri, per non parlare di morti che spezzano il cuore per la loro crudeltà. È toccante rivedere Tam Amber e Clerk Carmine, fare la conoscenza di Burdock e di Asterid, giovani e felici, è un vero e proprio salto nel passato. Le somiglianze tra Lucy Gray e Lenore Dove mi hanno lasciata un po' perplessa all'inizio, ma riflettendoci probabilmente erano imparentate tramite Maud Ivory e la cosa prenderebbe tutto un altro significato in quel caso. La più grande pecca di questo libro per i miei gusti è la mancanza di sarcasmo e irriverenza veri da parte di Haymitch, che si  mostra tale solo a favore di telecamera mentre nella trilogia è il suo tratto caratteriale più importante e che me l'ha fatto amare. Mi è mancato molto, un vero peccato.

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