mercoledì 1 luglio 2020

Recensione: Legend di Stephenie Gerber



Titolo: Legend
Autore: Stephanie Garber
Editore : Rizzoli 
Pagine : 346

Trama:
Dopo la travolgente avventura nel mondo magico e misterioso del Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente a sfuggire al padre e a salvare la sorella Rossella da un disastroso matrimonio combinato. Ma Tella non è ancora libera; per ritrovare la madre Paloma ha stretto un patto disperato con un criminale misterioso, che vuole in cambio qualcosa che solo lei può dargli: il vero nome di Legend, il Mastro di Caraval. L'unica possibilità per scoprire il vero nome di Legend è vincere il nuovo Caraval, che si terrà a Valenda, l'antica capitale dove una volta regnavano i Fati, in occasione del genetliaco di Elantine, la sovrana dell'Impero di Mezzo. Tella dovrà quindi immergersi di nuovo nella competizione magica, tra le attenzioni di un inquietante erede al trono, una storia d'amore impossibile e una ragnatela di segreti, tra cui anche quelli di Rossella. Se fallirà non potrà mantenere il suo patto e rischierà di perdere tutto, compresa forse la vita. Ma se vincerà, Legend e il Caraval saranno distrutti per sempre.

Recensione 

Questo secondo capitolo della saga di Caraval riparte da dove si era fermata la storia nel romanzo precedente. Rossella ha vinto Caraval e sembra essersi aggiudicata anche il bel Julian. Dal canto suo la sorellina minore Donatella durante i festeggiamenti per la fine di Caraval si è divertita tra vino, danze e baci appassionati con Dante. Lei che nel primo libro rimane sempre dietro le quinte questa volta sarà la protagonista indiscussa. Donatella infatti ha fatto un patto con un fantomatico "amico" per avere notizie di sua madre e per sfuggire alle grinfie del padre. Ora però è il momento di pagare il proprio debito e la ragazza si ritroverà a dover partecipare a Caraval per salvare se stessa e coloro che ama. Sempre seguita dall' enigmatico Dante dovrà superare numerose prove che la porteranno a scoprire molti misteri legati al suo passato e la costringeranno a guardare nel profondo del suo cuore. Proprio lei che non ha mai voluto legarsi a nessuno per paura di soffrire finirà per imparare ad aprire il proprio cuore. Donatella è giovane e avventata, un po' troppo avventata, per i miei gusti. Se Rossella era troppo titubante lei al contrario è decisamente troppo impulsiva. In alcune occasioni sembra proprio che cerchi a tutti i costi di mettersi nei guai. Come personaggio non mi ha convinta del tutto come nel romanzo precedente mi era già capitato con la sorella. In compenso i due personaggi maschili che le ruotano attorno sono molto intriganti, ognuno a modo suo,sono sicura che nell'ultimo capitolo di questa saga ci daranno del filo da torcere. Dante riesce a essere molto affascinante e le sue attenzioni per la ragazza lo rendono interessante proprio lui che nel libro precedente era tanto attratto da Rossella, il dubbio sulle sue intenzioni aleggia su tutta la storia. Le ambientazioni sono descritte superbamente, rendendo il romanzo intrigante nonostante sia in qualche modo una replica del precedente. Troviamo infatti nuovamente gli attori di Caraval travestiti, ognuno con un suo scopo preciso stabilito da Legend, le atmosfere alla Alice nel paese delle meraviglie a metà tra l'inquietante e l'affascinante. Inoltre veniamo a conoscenza dell'esistenza dei Fati, esseri sovrannaturali con poteri inimmaginabili. Il cambio di protagonista non mi è piaciuto, nella prima parte ho faticato parecchio a entrare nella storia. Da metà in poi però scorre che è una meraviglia. Tutto sommato è una buona lettura anche se non proprio perfetta..


domenica 28 giugno 2020

Recensione: Fiore di roccia di Ilaria Tuti


 Autore: Ilaria Tuti
Editore: Longanesi
Pagine: 320
Prezzo: cartaceo € 18,80, ebook € 9,90
Trama
UNA VICENDA EPICA E INTENSA CHE LA STORIA AVEVA DIMENTICATO

IL NUOVO GRANDE ROMANZO DI UN'AUTRICE SEMPRE PIÙ APPREZZATA ANCHE ALL’ESTERO

Dalla voce potente della creatrice di Teresa Battaglia, un'indimenticabile storia di coraggio, generosità e resilienza femminile

«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche i villaggi, mille metri più giù.

Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle.

Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame.

Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riem­piono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore.

Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione.

Risaliamo per ore, nella neve fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. I cecchini nemici – diavoli bianchi, li chiamano – ci tengono sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre saliamo con gli scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i ’fiori di roccia’.

Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire.

Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima.»

Con Fiore di roccia Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili.

Recensione 
Durante la prima guerra mondiale, in Italia più precisamente sulle montagne del Friuli un gruppo di donne coraggiose ha sfidato la montagna e i pericoli della guerra per aiutare i soldati al fronte. Tra di loro c'è Agata, una giovane donna, figlia di un cacciatore e della maestra del paese. È più colta delle compagne, per questo e per il suo caratterino pepato diventa la loro portavoce presso il comandante di reparto. Le prime salite sono difficili, non solo per la fatica e la paura ma anche per la diffidenza che i soldati mostrano nei loro confronti. Pian piano però si ricrederanno tutti e anzi inizieranno a provare per queste donne un tale rispetto da annoverarle tra le loro fila. Agata stringe una sorta di amicizia fatta di rispetto e sostegno con il capitano e il dottore, due figure positive e interessanti, per certi versi avrei voluto che l'autrice li sviluppasse maggiormente invece a parte la protagonista tutti i personaggi secondari per quanto ognuno abbi una sua caratterizzazione a mio avviso rimangono solo abbozzati. Al villaggio, dove abitano Agata e le sue amiche troviamo l'unica figura maschile nettamente negativa, Francesco, di buona famiglia è abituato ad avere tutto ciò che chiede, al fronte non ci è mai andato e l'unico suo pensiero è Agata, la desidera in maniera quasi morbosa. La ragazza dal canto suo ha ben altri pensieri, l'anziano padre malato da accudire, i soldi che scarseggiano assieme al cibo, in alcuni momenti mezza patata bollita è tutto quello che può mettere sotto i denti per un intera giornata. Le salite al fronte aiutano un pochino in questo senso dato che vengono retribuite ma la fatica è terribile e il rischio è altissimo. Le gerle che le donne trasportano sulla schina vengono riempite di cibo, medicine o munizioni al massimo della loro capienza lasciando profondi solchi nella pelle. A volte durante le salite le donne, per distrarsi cantano e le loro voci leniscono un po' anche i cuori degli alpini che le aspettano in cima alla montagna. Nel complesso ho trovato lo stile di scrittura dell'autrice  un po' troppo prolisso e colto per essere il punto di vista di una contadina, ma passate le prime cento pagine senza avvenimenti degni di nota in seguito la storia decolla e mi sono trovata a divorare il libro in pochissimo tempo. Solo il finale mi ha lasciata un po' perplessa, l'ho trovato un pochino scontatoee troppo affrettato. Nel complesso penso sia una storia che valga veramente la pena di leggere. Uno scorcio del nostro passato che ho apprezzato veramente molto conoscere.

lunedì 22 giugno 2020

Gruppo di lettura: Fiore di roccia di Ilaria Tuti

Trama
UNA VICENDA EPICA E INTENSA CHE LA STORIA AVEVA DIMENTICATO

IL NUOVO GRANDE ROMANZO DI UN'AUTRICE SEMPRE PIÙ APPREZZATA ANCHE ALL’ESTERO



Dalla voce potente della creatrice di Teresa Battaglia, un'indimenticabile storia di coraggio, generosità e resilienza femminile



«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche i villaggi, mille metri più giù.

Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle.

Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame.

Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riem­piono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore.

Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione.

Risaliamo per ore, nella neve fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. I cecchini nemici – diavoli bianchi, li chiamano – ci tengono sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre saliamo con gli scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i ’fiori di roccia’.

Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire.

Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima.»



Con Fiore di roccia Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili.

Il libro è di 320 pagine e costa 18,80€ il cartaceo, su IBS potete prenotarlo autografato dall'autrice. L'ebook costa 9,99.

............... ATTENZIONE SPOILER..............
Buongiorno a tutti lettori, eccoci con la seconda tappa di questo romanzo di Ilaria Tuti. Nelle prime cento pagine avevo fatto un po' di fatica e entrare in sintonia con la storia, l'autrice con il suo stile particolareggiato e poetico mi aveva tenuta incollata alle pagine ma la trama per il mio gusto era decisamente troppo scarna. In questa seconda parte invece la storia decolla. Alle Portatrici vengono affidati nuovi e difficili compiti, le salite al fronte a volte portano speranza, altre coraggio, altre ancora sono sommerse di terrore e angoscia. Le Portatrici ormai sembrano essere diventate  parte integrante dell'esercito che ogni giorno aspetta di vederle arrivare da lontano con i loro sorrisi e i canti. Perché nonostante tutto loro camminano e cantano, cantano per sdrammatizzare e allontanare la paura, perché il rischio di finire uccise è più che reale. Spesso infatti camminano tra pallottole sparate da lontano e azioni militari al limite del suicidio. Il rapporto tra i personaggi principali diventa a questo punto  più forte e coinvolgente, dando maggiore spessore ad alcuni di essi e lasciando un po' in disparte altri che avrei forse voluto vedere un po' più presenti come Viola e Lucia. Quest'ultima mi piace molto, è una mamma coraggio dal sorriso tenero ma dalla fibra d'acciaio. L'incidente di Agata da finalmente  una bella scossa alla storia e rende la ragazza ancora più simpatica ai miei occhi. Questa protagonista mi piace veramente molto, è un personaggio forte e intrepido, nonostante le sue paure e insicurezze. Il coraggio delle Portatrici è incredibile e commovente. Sono contenta di aver fatto la loro conoscenza, rappresentano uno scorcio della nostra storia molto toccante.

Ed ecco il calendario



CALENDARIO:



1 GIUGNO 2020 - Iscrizioni e calendario delle tappe.



8 GIUGNO 2020 - data di uscita del romanzo - Taggateci su INSTAGRAM ( oppure inviateci la foto privatamente e noi la condivideremo su IG) con la foto delle vostre copie, digitali o cartacee, noi siamo @desperate_bookswife e @ombre_di_carta , usando questo hashtag #fioredirocciagdl , spedirò un segnalibro fatto a mano (da me, quindi di nessun valore commerciale) alla foto che a noi piacerà di più. Avete tempo dall'8 giugno fino al 14 giugno compreso e successivamente dovrete commentare tutte e tre le tappe. Al termine del GDL comunicheremo il nome del vincitore.



15 GIUGNO 2020 - Discussione prima tappa sul Blog Desperate Bookswife fino a pagina 105 (ovvero fino al capitolo 12 compreso).



22 GIUGNO 2020 - Discussione seconda tappa sul blog Ombre di Carta da pagina 106 a pagina 210, (ovvero fino al capitolo 31 compreso).



29 GIUGNO 2020 - Discussione terza tappa sul blog Desperate Bookswife da pagina 211 (capitolo 32) alla fine.



Adesso non vi resta che iscrivervi commentando questo post e riportando la vostra email per ricevere le il promemoria :-) 



Vi aspettiamo, a presto, un abbraccio


domenica 14 giugno 2020

Recensione : Peter Pan di James Matthew Barrie





Titolo: Peter Pan
Autore: James Matthew Barrie
Pagine: 187
Prezzo: € 7,50
Editore: Gribaudo
Trama:  
Peter Pan, il ragazzo che non vuole crescere, ha il potere di volare e vive in un'isola magica. Ma è affascinato dalle storie della buonanotte che Mary Darling racconta ai suoi figli e di sera va a trovarli nella loro casa a Londra. Durante una delle sue visite notturne perde la sua ombra, e quando Wendy, la figlia di Mary, gliela ricuce addosso, il ragazzo la invita a volare con lui verso il Paese-che-non-c'è. "Un po' di polvere di fata, un pensiero felice, e via che si va". Seguendo il misterioso e sfuggente ragazzo, Wendy e i suoi fratelli andranno incontro a mille peripezie, ai perfidi dispetti di Campanellino, alla minaccia del temibile capitan Uncino e dei pellerossa. Nella fantastica isola che non c'è conosceranno il mondo delle fate, la laguna delle sirene e il popolo dei Bambini Smarriti, bambini che come Peter Pan hanno deciso di non voler mai abbandonare l'incoscienza e la meraviglia dell'infanzia. Per più di un secolo le avventure di Peter Pan hanno conquistato generazioni di lettori e continuano ad affascinare tutti i bambini e moltissimi adulti, perché rimangono nel cuore come una riserva di polvere fatata, per volare sulle ali dell'immaginazione, ognuno verso il proprio, personale, Paese-che-non-c'è.


Recensione

La lettura e la recensione di questo romanzo per me non sono stati affatto facili. La sua storia a grandi linee la conosciamo tutti, la Disney e i film più disparati hanno fatto in modo che Peter sia un personaggio molto comune nell'immaginario. Ma lui di comune non ha proprio nulla. Come è normale che sia la Disney ha edulcorato il suo personaggio in maniera tale da renderlo simpatico, divertente e adatto a tutte le età, anche ai più piccini. In realtà questo romanzo non è così allegro e delicato,i combattimenti sono veri e propri scontri all'ultimo sangue, i pirati e gli indiani muoiono davvero ei bambini uccidono senza rimorsi di nessun tipo. Anche la piccola Campanellino èccapace di cattiverie terribili senza alcun rimorso. Se stiamo bene a vedere Peter, negli intenti dell'autore, rappresenta tutti i sentimenti più egoisti e irresponsabili di adolescenti e bambini, ma anche di molti adulti. Io da bambina amavo moltissimo il personaggio di Peter e ammetto senza alcuna vergogna di aver volato più di una volta con lui sopra l'Isolachenonc'è. Quando si è bambini è più facile sognare a occhi aperti di giocare con le fate, nuotare con le sirene o viaggiare su una nave pirata. Poi purtroppo si cresce e inevitabilmente si perde un po' di quella capacità così speciale, solo alcuni fortunati riescono a trattenerne un pochino. Io in parte mi annovero nel gruppo in questione, la lettura infatti mi consente di tornare a sognare mondi fantastici e lontani mille miglia dalla realtà. Peter non è bene né male, lui è un ragazzino da un lato cattivo ed egoista, nessuna azione per, lui ha una conseguenza, tutto sembra lecuto ai suoi occhi, dall'altroeè capace di azioni nobilissime come sacrificare la sua stessa vita pur di salvare una fanciulla in pericolo.


"La morte sarà una straordinaria avventura"

E così vale un po' per tutti i personaggi di questa storia, Wendy, Jhon e Michael abbandonano senza ripensamenti mamma e papà, senza minimamente preoccuparsi del loro dolore e delle loro paure, tanto sono sicuri che la finestra per loro sarà semprw aperta.



"... via ce ne andiamo come quelli che nel mondo sono i più senza cuore, cioè i ragazzi, ma pure così attraenti. E per un po' viviamo pienamente secondo il nostro egoismo e poi quando sentiamo il bisogno di particolari cure torniamo dignitosamente, fiduciosi di essere abbracciati invece che schiaffeggiati.."

Fanno molta tenerezza i Bimbisperduti, che la mamma l'hanno smarrita ma la vorrebbero tanto e l'arrivo di Wendy sull'isola realizza in parte i loro sogni. Wendy dal canto suo è un personaggio che non amo da subito, questa sua smania di voler fare la mamma non mi è mai appartenuta. Io mi fabbricavo i coltelli con il legno per combattere al fianco di Peter contro i pirati e aborrivo (lo faccio ancora) ago e filo. Ma verso la fine della storia proprio lei è stata capace di strapparmi parecchie lacrime,proprio lei che come me ha dovuto crescere ma che un pezzetto di cuore lo ha lasciato con Peter sull'Isolachenonc'è. 



lunedì 1 giugno 2020

Gruppo di lettura: Fiore di roccia di Ilaria Tuti


Buongiorno Carissimi Lettori, come state? Oggi siamo qui per un nuovo evento: avete letto bene, l'8 di giugno uscirà in libreria il nuovo romanzo di Ilaria Tuti, una storia autoconclusiva ambientata in Friuli, durante la guerra. Dimenticate per un secondo Teresa Battaglia e lasciatevi trasportare da questa storia ricca di emozioni. Ad accompagnarmi in questo magnifica lettura condivisa, Baba del blog "Desperate Bookswife". Per stuzzicare il vostro insaziabile appetito vi riporto qui la trama:

UNA VICENDA EPICA E INTENSA CHE LA STORIA AVEVA DIMENTICATO
IL NUOVO GRANDE ROMANZO DI UN'AUTRICE SEMPRE PIÙ APPREZZATA ANCHE ALL’ESTERO

Dalla voce potente della creatrice di Teresa Battaglia, un'indimenticabile storia di coraggio, generosità e resilienza femminile

«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche i villaggi, mille metri più giù.
Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle.
Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame.
Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riem­piono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore.
Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione.
Risaliamo per ore, nella neve fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. I cecchini nemici – diavoli bianchi, li chiamano – ci tengono sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre saliamo con gli scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i ’fiori di roccia’.
Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire.
Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima.»

Con Fiore di roccia Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili.
Il libro è di 320 pagine e costa 18,80€ il cartaceo, su IBS potete prenotarlo autografato dall'autrice. L'ebook costa 9,99.

Ed ecco il calendario
 
CALENDARIO:

1 GIUGNO 2020 - Iscrizioni e calendario delle tappe. 

8 GIUGNO 2020 - data di uscita del romanzo -  Taggateci su INSTAGRAM ( oppure inviateci la foto privatamente e noi la condivideremo su IG) con la foto delle vostre copie, digitali o cartacee, noi siamo @desperate_bookswife e @ombre_di_carta , usando questo hashtag #fioredirocciagdl , spedirò un segnalibro fatto a mano (da me, quindi di nessun valore commerciale) alla foto che a noi piacerà di più. Avete tempo dall'8 giugno fino al 14 giugno compreso e successivamente dovrete commentare tutte e tre le tappe. Al termine del GDL comunicheremo il nome del vincitore. 

15 GIUGNO 2020 - Discussione prima tappa sul Blog Desperate Bookswife fino a pagina 105 (ovvero fino al capitolo 12 compreso).

22 GIUGNO 2020 - Discussione seconda tappa sul blog Ombre di Carta da pagina 106 a pagina 210, (ovvero fino al capitolo 31 compreso).

29 GIUGNO 2020 - Discussione terza tappa sul blog Desperate Bookswife da pagina 211 (capitolo 32) alla fine.

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Vi aspettiamo, a presto, un abbraccio. <3 

domenica 31 maggio 2020

Recensione : Carve the Mark di Veronica Roth


Titolo: Carve the Mark
Autore: Veronica Roth
Editore: Mondadori
Pagine: 454

Trama
 In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un "donocorrente", ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui. Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi. Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l'unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l'ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro.

Recensione 

In una galassia lontana un piccolo pianeta è abitato da due popoli rivali, gli Shotet e i Thuvhe, il primo un popolo dedito alla guerra, duro e in alcuni casi crudele con un capo ancora più crudele, i secondi vivono tra i ghiacci in pace e serenità. In entrambi i popoli ci sono degli individui che possiedono dei poteri in grado di sfruttare la corrente che scorre nella galassia, i donicorrente. Cyra è la sorella minore del sovrano di Shotet, è cresciuta assistendo a moltissime crudeltà, il dolore fa parte integrante della sua vita infatti il suo donocorrente è quello di provare dolore e procurare dolori terribili a chi la sfiora. Akos è il figlio più piccolo dell'oracolo, colei che può vedere i possibili futuri. Akos viene rapito dagli shotet durante un incursione e portato assieme al fratello alla loro corte. Qui le strade dei due ragazzi si scontreranno cambiando il corso delle loro vite per sempre. Io avevo odiato profondamente la serie di Divergent, non ero riuscita a entrare in sintonia con la protagonista e la facilità con cui l'autrice faceva morire i personaggi senza versarci una sola lacrimuccia mi avevano sconvolto per questo motivo ho iniziato questa seconda serie con molto timore. Invece mi sono dovuta ricredere, lo stile dell'autrice, come nella serie precedente, è scorrevole e molto fluido, ben dosato tra descrizioni e azione. I personaggi sono ben caratterizzati, anche quelli meno importanti rendendo la storia molto realistica nonostante si tratti di fantascienza. Ma soprattutto i due protagonisti sono entrambi splendidi, la Roth ha una passione per le donne forti e volitive e questa volta, secondo me, ha proprio fatto centro. Cyra è infatti un dura in tutto e per tutto, sa combattere e il suo donocorrente è terrificante sotto tutti i punti di vista ma il suo cuore, nonostante lei pensi esattamente il contrario è puro e speciale. Akos invece è semplicemente buono, è grande e grosso e nonostante le brutture a cui a dovuto assistere dopo il rapimento riesce ancora a essere compassionevole e empatico verso il suo prossimo, l'ho apprezzato molto soprattutto perché nonostante per sopravvivere debba fare cose di cui non va fiero soffre per le sue azioni. Una storia bella e coinvolgente.

giovedì 28 maggio 2020

Blogtour - Recensione : La ballata dell'usignolo e del serpente di Suzanne Collins




  • Titolo: Hunger games, ballata dell'usignolo e del serpente
Autore: Suzanne Collins 
Editore : Mondadori
Pagine: 572
Prezzo: 20,90 cartaceo, 13,99 ebook 


Trama

L'AMBIZIONE LO NUTRE, LA COMPETIZIONE LO GUIDA, MA IL POTERE HA UN PREZZO

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l'unica, esile, possibilità di riportarlo all'antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D'ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l'arena avrà luogo un duello all'ultimo sangue, ma fuori dall'arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

Come sono nati gli Hunger Games? A questa domanda la Collins ha deciso di rispondere con la stesura di questo romanzo. Siamo esattamente 64 anni prima degli eventi che vedono coinvolta Katniss e 10 dopo la fine della rivolta dei Giorni Bui. Capitol City inizia adesso lentamente a riprendersi ma i segni della devastazione portata dalla guerra sono ancora evidenti. Coriolanus Snow, figlio di una ricca e celebre famiglia di Capitol, vive con sua nonna, o meglio la signoranonna, e con sua cugina Tigris nell'attico di famiglia sopravvissuto ai bombardamenti. Purtroppo però le cose non sono semplici come potrebbe sembrare, infatti dopo la fine della guerra gli Snow, a parte l'appartamento, hanno perso tutto, sono poveri e vivono del poco che riescono a raccimolare fingendo, con il prossimo, che nulla sia cambiato.

"Gli Snow si posano sempre in cima" 

Questo è il motto di famiglia e secondo questo ideale vive Coriolanus. Frequenta l'ultimo anno all'Accademia, una scuola che forgia i figli delle ricche famiglie di Capitol, coloro che dovranno un giorno prendere le redini della nazione, impegnandosi con tutto se stesso per riuscire ad emergere, a creare una posizione che gli permetta di riscattare il prestigio della sua famiglia. Coriolanus non è un personaggio facile da inquadrare, è molto ambiguo, il suo passato da principino viziato, nonostante le brutture e le privazioni dovute  alla guerra, lo porta ad avere la cosiddetta "puzza sotto il naso" che riesce a nascondere molto bene grazie al suo fascino e al suo savoir faire, è astuto e intelligente e a tratti molto distaccato. In alcuni momenti l'autrice ci porta quasi ad apprezzare il ragazzo, ci mostra un suo lato buono e altruista, ci coinvolge nel suo passato spiegandoci il suo amore per le rose e il suo affetto per la signoranonna e per la cugina ma per la maggior parte del tempo non riesce a non far emergere il suo lato più profondamente egocentrico. Infatti lo vediamo alle prese con i rapporti con i suoi compagni di scuola, ma nessun rapporto è del tutto sincero e profondo. Si affeziona al suo tributo, Lucy Gray, ma in fondo è più possessività che affetto vero e proprio. Coriolanus dalla sua posizione di mentore e sotto la spinta della dottoressa Gaule impara come sfruttare i media e le persone che ha attorno per i suoi scopi personali, lui vuole vincere e anche se nel suo intimo a volte prova sdegno per le brutture degli Hunger games, le sue mire rimangono al primo posto non sacrificherebbe mai nulla per la "giustizia". A parte il protagonista principale non ci sono altri personaggi degni di nota, neppure quella che dovrebbe essere la coprotagonista, Lucy Gray. I personaggi sembrano tutti caratterizzati solo in funzione di uno scopo ben preciso, per rappresentare un sentimento o una tematica importanti per l'autrice ma nessuno di loro suscita nel lettore un vero attaccamento. Infatti incontriamo Seianus, ricco figlio di un mercante del distretto 2 che con i soldi si è comprato l'accesso a Capitol, il ragazzo però odia la capitale e quelli che sono i suoi principi, lui è la correttezza morale fatta persona. Dall' inizio della storia si batte per contrastare le brutture dei giochi. Tigris rappresenta il sacrificio personale, lei da tutta se stessa per la sua famiglia anche quando questa non lo meriterebbe,la dottoressa Gaule è la follia e la crudeltà e così via. Questa storia è incentrata sopratutto sul personaggio di Coriolanus, sugli Hunger Games e la loro evoluzione. A questo stadio infatti ci ritroviamo davanti dei giochi completamente diversi da quelli della trilogia. Siamo agli albori, i giochi sono un esperimento in fase di evoluzione, sotto la supervisione della Capostratega Dottoressa Gaule, una donna veramente spaventosa, stanno tentando di renderli accattivanti per il pubblico, vogliono coinvolgere attivamente il popolo.

"Il problema era come rendere lo spettacolo più avvincente. A questo scopo, per la prima volta nella storia dei Giochi ai tributi sarebbero stati assegnati dei mentori. Per l’incarico erano stati selezionati ventiquattro tra gli studenti più brillanti all’ultimo anno di Accademia, ma i particolari erano ancora in fase di definizione. Si parlava di preparare ogni tributo a un’intervista personale, magari di dargli una ripulita a uso delle telecamere. Tutti concordavano sul fatto che, se gli Hunger Games dovevano continuare a esistere, era necessario che evolvessero in un’esperienza più profonda, e l’abbinamento dei giovani rampolli di Capitol City con i tributi dei distretti aveva incuriosito la gente"

Ho trovato molto interessante, anche se molto meno avvincente, il punto di vista esterno all'Arena. Durante i settantaquattresimi Hunger Games, avevamo letto la storia dal punto di vista di Katniss, un tributo, e per questo motivo la storia si svolgeva all'interno dell'Arena, quali potessero essere le dinamiche esterne e la funzione vera e propria dei mentori ci erano quasi sconosciute. In questo romanzo invece la storia è narrata in terza persona dal punto di vista di Snow, uno dei mentori. Questo ci consente di vedere non solo ciò che accade nell'arena, che in questa edizione è molto poco e molto lento, ma anche cosa accade fuori, come si destreggiano i mentori e il modo in cui tentano più o meno abilmente di convincere la popolazione a scommettere e a inviare doni ai tributi. Cosa in cui Coriolanus diventa pian piano sempre più abile. Effettivamente in questo romanzo il coinvolgimento sentimentale è molto scarso ma essendo scritto dal punto di vista di Snow io l'ho trovato molto azzeccato, lo stile dell'autrice riesce comunque a tenere incollato il lettore alle pagine, anche nella terza parte della storia, che è molto lenta e descrittiva. La crudezza degli avvenimenti e la repulsione per la facilità con cui alcuni personaggi si abituano alle atrocità rende la storia avvincente. Oltretutto essendo vista attraverso gli occhi di Snow trovo più che giusto il fatto che la narrazione sia fredda e impersonale. Lo stile di questa autrice mi piace molto e mi coinvolge. In conclusione posso consigliare questa lettura a tutti coloro che hanno amato la serie precedente ma non a coloro che si approcciano per la prima volta a questo mondo, questo anche se è un prequel non è ideato per essere una lettura per tutti, da leggere prima ma un approfondimento per coloro che già amano la storia e vogliono saperne di più.