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domenica 13 marzo 2022

La ragazza dei fiori di carta di Donato Carrisi




Titolo : La ragazza dei fiori di carta

Autore : Donato Carrisi

Pagine : 164

Editore : Tea

Data : settembre 2013


Sinossi

Il monte Fumo è una cattedrale di ghiaccio, teatro di una battaglia decisiva. Ma l'eco dei combattimenti non varca l'entrata della caverna in cui avviene un confronto fra due uomini. Uno è un prigioniero che all'alba sarà fucilato, a meno che non riveli nome e grado. L'altro è un medico che ha solo una notte per convincerlo a parlare, ma che ancora non sa che ciò che sta per sentire è molto più di quanto ha chiesto e cambierà per sempre anche la sua esistenza. Perché le vite di questi due uomini che dovrebbero essere nemici, in realtà, sono legate. Sono appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle loro sigarette e dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l'uomo che fumava sul Titanic? Questa è la storia della verità nascosta nell'abisso di una leggenda. Questa è la storia di un eroe insolito e della sua ossessione. Questa storia ha attraversato il tempo e ingannato la morte, perché è destinata al cuore di una donna misteriosa.


Recensione:

Ero partita a leggere questo libro con aspettative abbastanza alte, l'ambientazione e il periodo storico mi ispirava o tantissimo. L'inizio è effettivamente molto intrigante, la guerra, le trincee, il dolore di due popoli in conflitto uno dei quali mi appartiene. Mio padre ha partecipato alla guerra mondiale e forse per questo motivo il mio cuore batte più forte quando si toccano questi argomenti, in un certo senso toccano corde scoperte del mio cuore. Il personaggio del dottore è interessante, l'ho trovato molto vero, molto umano con il suo rito di segnarsi le ultime parole dei moribondi. Bello anche l'incontro con il prigioniero e l'inizio della loro breve quanto affascinante conoscenza. La parte centrale della storia però purtroppo per quel che mi riguarda si perde, la storia di Guzman non mi ha coinvolta per niente, per tutto il tempo aspettavo di capire cosa c'entrasse con la donna dei fiori di carta (che alla fine viene si e no nominata). Effettivamente alla fine tutto trova un suo senso e una spiegazione, anche se l'accenno al Titanic fa un po' ridere ed è anche un po' inutile, giusto per trattenere un po' la curiosità del lettore. Mi dispiace ma per la seconda volta mi trovo a dire che la storia di Carrisi per me è un Ni. 

venerdì 28 febbraio 2020

Recensione :La casa delle voci di Donato Carrisi


Titolo: La casa delle voci
Autore: Donato Carrisi
Pagine: 397
Editore: Longanesi

Voto: 

Sinossi
Gli estranei sono il pericolo. Fidati soltanto di mamma e papà. Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso protagonisti di eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui la polizia si serve per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha un disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

Recensione
Non avevo mai letto nulla di Carrisi, io sono più una da fantasy e questo autoe e non mi intrigava più di tanto. Ho preso in mano questo volume solo perché partecipo a una chellenge e perché i commenti delle altre partecipanti erano veramente entusiastici.
Questa storia parla di Pietro Gerber, uno psicologo infantile specializzato in ipnosi, lui ha un talento speciale per comunicare con i più piccoli, con coloro che non hanno una voce tutta loro o che non sanno come comunicare i loro dolori. Un giorno Pietro riceve una telefonata da una sua collega australiana che gli chiede di aiutare una sua paziente nonostante sia una donna adulta, la donna infatti crede di aver ucciso un bambino quando anche lei era molto piccola. Il protagonista inizialmente è titubante ad accettare una paziente adulta ma quando iniziano le sedute pian piano rimane irretito dalla donna e dalla sua storia. La prima parola che mi viene in mente per descrivere questa storia è "ossessione", quella di Pietro per la sconosciuta e quella del lettore per la storia che un pezzettino alla volta l'autore ci svela, in maniera quasi sadica srotola questo mistero davanti al lettore che ne rimane irretito al punto da non riuscire a scollarsi dal libro fino all'ultima pagina. Il passato di Hanna è strano e inquietante, assolutamente fuori dal comune ma così plausibile in un certo senso da creare uno strato sempre più fitto di ansia, fino alla fine. Il finale della storia mi è piaciuto con riserva perché qualche piccola pecca ce l'ha non lo nego ma tutta la storia è talmente coinvolgente che passa tutto in secondo piano. È un romanzo che consiglio vivamente, mi è piaciuto veramente moltissimo.